Spostamenti

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Cosa si può dire, cosa posso dire in pubblico della sessualità? Sono sessualità i piedi che d'estate mostriamo nudi con nonchalance calzando i peggiori o migliori modelli di sandalo, ciabatta, zoccolo, infradito? Probabilmente lo sono i capezzoli, a seconda del sistema di governo delle immagini che consideriamo: pare che Zuckerberg li odi particolarmente, quelli femminili, a giudicare da quanto ferocemente vengono censurati su Facebook. Potenzialmente qualunque parte del corpo è erotizzabile, può diventare fissazione, oggetto di feticismo, adorazione, di pratica sessuale; ma come non tutto è visibile nello stesso tempo e contesto, così non tutto è praticabile o dicibile allo stesso modo e alle stesse condizioni.

Il grande sottinteso della penetrazione è il terreno solido e inscalfibile sul quale poggia tutto il nostro dicibile pubblico sul sesso - anche dopo aver deciso che è accettabile l'oggettivazione dell'uomo nudo sui nostri cartelloni pubblicitari e sui nostri calendari, anche in un periodo che permette di parlare con più serenità di omosessualità (periodo che, forse, sta per volgere al termine). Chi dei due fa la femmina?

In fin dei conti è tutto lì quello che ci attendiamo pubblicamente dal sesso: a un certo punto qualcuno penetrerà e qualcuno sarà penetrato, qualcuno farà il "maschio" e qualcun altro la "femmina"; la messa a fuoco del fatto che potrebbe non esserci "penetrazione" - se non tra parti del corpo non immediatamente dicibili come in sé "maschili" e "femminili" - colpisce contemporaneamente come il non detto e l'ovvio di pratiche diffusissime e di discorsi che un po' le sottintendono, un po' le riducono al rango di "preliminari", "feticismi", "parafilie". Oppure, semplicemente, gesti di intimità. Un alluce in una bocca potrebbe essere praticato da due persone indipendentemente dal genere (assegnato alla nascita o conseguito con una transizione); arriva come un dettaglio di intimità che lavora come un fuori-posto senza creare particolare scandalo; sottintende - ma non dice - che se fosse un atto sessuale da qualche parte dovrebbe nascondere una penetrazione genitale.

Il margine della sessualità è un orlo che mentre prolunga ciò che si potrebbe dire - che si dovrebbe dire - della sessualità, balbetta qualche punto di ricamo: per riconoscere che un piede e una bocca stanno facendo sesso quanto un pene e una vagina, o una vagina e un sedere, dovrei dire questo fatto (forse vergognandomi, forse semplicemente facendo cadere tutta la tensione sessuale). Ciò che non è affatto necessario per la penetrazione: la penetrazione fa sesso, è sesso, ne è la condizione di possibilità in un regime (maschile) di eterosessualità obbligatoria. Non ha bisogno di dirsi: è sempre stata lì.

Di Enrico Gullo